Premessa

Nel blog marchesanita.it, puntuale e coraggiosa il Dott. Claudio Maria Maffei, la cui fama nelle Marche è ampiamente conosciuta e riconosciuta, pubblica la sua posizione in merito alla discutibile radiazione disciplinare del Medico Venturi dall’albo dei Medici Chirurghi di Bologna. Maffei abbraccia la disamina dell’Ex Direttore del 118 Marche Dott. Riccardo Sestili pensionato dal 28 febbraio 2018.

Personalmente li ringrazio entrambi per il loro coraggio, intelligenza e coerenza, contro i pregiudizi e per la comprensione delle opportunità che offre sempre la scienza al progresso. Dalle parole di Albert Camus: Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza. Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo.

Le ambulanze con soli infermieri: la posizione del “nostro” Sestili (e non solo)

Di Claudio Maria Maffei

 

Come noto, l’Ordine dei medici di Bologna ha recentemente radiato il Dott. Venturi, medico e Assessore alla sanità della Regione Emilia-Romagna, per la stessa ragione per la quale due anni fa decise di sospendere altri dirigenti della sanità di quella Regione per esser contravvenuti all’articolo 3 del Codice di Deontologia Medica, avendo delegato agli infermieri attivi nell’emergenza extra-ospedaliera protocolli operativi che prevedono, in situazioni ben definite, la somministrazione di farmaci salva-vita sotto il controllo attivo e in tempo reale del medico di centrale operativa.

E’ il caso di ricordare come questo sistema abbia permesso fino ad oggi di produrre i migliori risultati in tutte le situazioni di emergenza extra-ospedaliera non solo in Emilia-Romagna, ma anche in altre regioni italiane (comprese le Marche) così come in molti Paesi europei, dove questi sistemi sono attivi da decenni.

Ci pare opportuno riprendere qui la posizione espressa più di due anni fa da Riccardo Sestili, collega a lungo Direttore della Centrale Operativa 118 di Ancona. La posizione, che condividiamo in pieno, venne espressa in qualità di presidente della Società Italiana Sistema 118.

 

Dott. Riccardo Sestili

La sospensione dall’esercizio professionale di alcuni colleghi medici da parte dell’Ordine dei Medici di Bologna per aver predisposto protocolli infermieristici per personale del Sistema di Emergenza Territoriale 118 (SET118) chiama in causa l’intero Sistema dell’emergenza e impone una serie di riflessioni, cui non può essere estranea la Società scientifica Italiana del Sistema 118 (SIS 118).

Il campo proprio di attività e di responsabilità della Professione infermieristica, in maniera non dissimile da quella medica, è oggi determinato dai contenuti dei dispostivi normativi nazionali ed europei emanati (dal D.Lgs. 502/92 alla recente Direttiva 2013/55/UE del Parlamento Europeo, attraverso il DPR 27 marzo 1992) Nel campo dell’emergenza urgenza, quella che era una “professione sanitaria ausiliaria” ha assunto il rango di “professione sanitaria” tout court con specifico corso di laurea, abolizione del mansionario, riconoscimento della natura preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa dell’assistenza infermieristica e della piena autonomia dell’infermiere nello svolgimento di tali forme di assistenza.

L’impianto normativo nazionale prevede anche la presenza di personale infermieristico a bordo delle ambulanze di soccorso di base ed avanzato, anche in assenza di personale medico. Il personale infermieristico può quindi svolgere attività di primo soccorso atte a salvaguardare le funzioni vitali nell’ambito dell’emergenza urgenza territoriale secondo quanto previsto dai protocolli emanati per esclusiva competenza dal Medico responsabile del SET118. Resta naturalmente, da parte dello stesso Medico la necessità di considerare nello specifico il contenuto dei protocolli nel rispetto ed in accordo alle attribuzioni ed alle competenze del personale medico e delle altre componenti degli equipaggi del SET18.

Secondo questa Società i protocolli infermieristici vanno sviluppati in situazioni di emergenza urgenza, in presenza di funzioni vitali a rischio e con le seguenti caratteristiche:

  • l’autorizzazione di incidere sull’intervallo di tempo in cui la vittima resta senza adeguata assistenza terapeutica (therapy free interval) sul territorio e durante il trasporto all’ospedale;
  • prevedere attività non condizionate dalla formulazione di un’ ipotesi diagnostica, ma esclusivamente conseguenti al rilievo di segni, sintomi e dati di monitoraggio nel contesto dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali previsti nei rispettivi ambiti regionali;
  • non costituire provvedimento di delega di attività di competenza medica;
    prevedere atti e manovre di primo soccorso e di soccorso avanzato, ivi compresa la somministrazione di farmaci, in conformità ai dati della letteratura e delle linee guida internazionali e nazionali più accreditate;
  • essere di chiara ed inequivoca interpretazione;
  • essere legati a percorsi formativi specifici emanati e verificati dal Responsabile del SET118 di pertinenza o da suo delegato, in conformità con i criteri indicati dalla SIS 118;
  • essere autorizzati dal Responsabile del SET118 di pertinenza o da suo delegato nei confronti di ogni singolo infermiere esclusivamente al termine dello specifico percorso formativo;
  • deve avere una scadenza temporale e prevedere un retraining periodico.

Per le necessarie caratteristiche di chiarezza ed applicabilità così come per l’immediatezza di applicazione delle manovre salvavita, immediatezza che non permette dilazioni temporali alcune, i protocolli infermieristici, di norma, sono off-line, fatti salvi contesti di medical control on line.

I protocolli di centrale devono prevedere, al termine dell’intervista telefonica e secondo codice di gravità presunta, criteri specifici di invio per le diverse tipologie di equipaggi a disposizione.

Numero e sedi delle postazioni medicalizzate vanno individuate in ambito regionale nelle competenti sedi assessorili sulla base del rapporto popolazione/territorio e dei tempi di intervento secondo quanto previsto da normative/indicazioni avanzate nel tempo da Age.Na.S., SIS118 ed altre Società scientifiche nonché dal Ministero della Salute con il Decreto 70/15.

Numero e Sedi delle postazioni infermieristiche, in assenza di criteri prefissati in ambito nazionale, vanno individuate in ambito regionale nelle competenti sedi assessorili dopo individuazione di opportuni criteri legati al contesto della rete territoriale di emergenza. In nessun caso postazioni infermieristiche possono essere sostitutive delle postazioni medicalizzate.

La Società Italiana Sistema 118 ha previsto nei propri standard, da parte del personale infermieristico degli equipaggi “… l’utilizzo di linee guida, percorsi assistenziali, protocolli e procedure terapeutiche, nonché tecniche di gestione del soccorso, adottati nelle emergenze e maxiemergenze di natura convenzionale e non convenzionale …” e sta procedendo alla elaborazione di una serie di protocolli infermieristici in osservanza delle indicazioni e delle prescrizioni citate.

 

Ph credit: cronacheancona.it